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Il 24 giugno 1823 l’arciduca Giovanni d’Austria scriveva alla consorte, futura contessa von Meran
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“Che pochi mi conoscano è certo e vero ...; ma verrà un tempo in cui mi si conoscerà,
in cui si capirà ciò che ho voluto, ciò che ho fatto, come e per cosa ho vissuto, e in cui
molti desidereranno tirarmi fuori dalla terra
.
... Il presente non mi ha mai preoccupato, il futuro
sì; l’aldilà per me, qui per gli altri; il seme che spargo un giorno darà
frutti, e frutti del bene, perché per il bene ho voluto e ho agito.”
Giovanni! Le tue spoglie mortali sono state inumate nel Mausoleo
di Scena per tua espressa volontà. I semi del tuo spirito crescono e i frutti del bene sono pronti
per il raccolto.
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